Archivi categoria: Elaborazione modelli

Un Nuovo motore per la piattaforma

Il precedente motore per la piattaforma presente nel plastico aveva cessato di funzionare da molto tempo. L’impossibilità di ripararlo, nonché qualche problema mai risolto, ci hanno fatto pensare di recuperare un progetto da noi seguito e adattarlo alle nostre esigenze.

Rendering del motore
Rendering del motore

L’elettronica a corredo del driver è in grado di pilotare il motore stepper e di azionarlo sia in modalità analogica che digitale (DCC). Il motore ha una sensibilità di 400 passi a giro che, con la ruota dentata con rapporto 1:7.875 (16/126), realizzano una risoluzione angolare di circa un decimo di grado. La soluzione stepper-cinghia ci ha permesso di eliminare ogni effetto di back-lash.

Elettronica del motore
Elettronica del motore

La universalità del driver è stata raggiunta in maniera abbastanza semplice: un coperchio provvisto di cuscinetto a sfere e una staffa di fissaggio.

Motore con staffa di fissaggio
Motore con staffa di fissaggio

Il motore stepper è fissato con 4 bulloni, ispezionabili per una eventuale ricalibrazione della tensione della cinghia.

Motore stepper
Motore stepper

La ruota dentata è resa solidale con un albero cavo con diametro esterno di 4 mm, al quale va fissato un canotto di collegamento con il perno della piattaforma. I cavi di alimentazione delle rotaie del ponte della piattaforma passano agevolmente nel perno cavo e fuoriescono dalla base del driver per essere collegati a relativi morsetti. L’inversione di polarità, nel caso di rotazione di 180° è assicurata dalla logica del dispositivo.

Perno piattaforma
Perno piattaforma

Colleghiamo il ponte con un  semplice canotto di raccordo e proviamo la rotazione.

Prova del ponte
Prova del ponte

Fissiamo il driver al di sotto della piattaforma, posizionando il ponte in posizione corrispondente al punto dello zero operativo, cioè il punto stabilito per default dal firmware della logica di controllo. Il driver ha infatti un dispositivo di controllo delle posizione realizzato con un magnete di Hall.

Fissaggio del motore
Fissaggio del motore

Infiliamo il perno cavo del ponte nella ralla della tina, stringiamo i dadi del canotto e colleghiamo i fili del ponte al driver. La piattaforma è ora pronta per il settaggio.

Prova in loco
Prova in loco


Il driver ha a corredo un tastierino che consente la rotazione del ponte, step by step, verso le posizioni memorizzate, sia in senso orario che antiorario. A parte la posizione dello zero operativo, possono essere memorizzate fino a 8 posizioni. E’ prevista la regolazione fine della posizione stessa. La logica espone 12 funzioni che permettono di manovrare e regolare agevolmente il modello.

Tastiera di controllo
Tastiera di controllo
Funzionamento del nuovo driver

Nuovo pantografo per l’ETR610

Dopo aver installato la linea aerea sul binario pari della tratta di parata, abbiamo eseguito alcuni test con i diversi mezzi. Fra questi l’ETR610 Lima Expert ha manifestato evidenti problemi.

Abbiamo notato infatti che il pantografo è alquanto lasco sui suoi perni e l’archetto sottodimensionato per un esercizio reale sul plastico.

Archetto originale stretto
Archetto originale stretto

La soluzione è semplice: ricostruire un archetto più ampio in fotoincisione e sostituire il perno che lo unisce al braccio. Propedeuticamente abbiamo realizzato un disegno tridimensionale dell’archetto per valutarne bene le dimensioni. Poi abbiamo esploso il disegno e creato il master per un piccola lastra da 0,5 mm da realizzare in fotoincisione.

Rendering nuovo archetto
Rendering nuovo archetto

Questo è il master utilizzato per riprodurre 5 archetti.

Master fotoincisione archetto
Master fotoincisione archetto

E questa è la lastra dopo il bagno in acido.

Fotoincisione archetto
Fotoincisione archetto

Notiamo che il braccio, realizzato in microfusione, è leggermente fuori squadro. Con delicatezza cerchiamo di riallinearlo prima di rimontare l’archetto.

Archetto montato su pantografo
Archetto montato su pantografo

Riassembliamo il pantografo sostituendo il perno del braccio con un tondino di acciaio da 0,7 mm e aggiungiamo una boccola in corrispondenza dell’innesto del tirante di stabilizzazione con l’archetto, in modo da impedirne il sollevamento e conseguente incastro con lo stesso.

Pantografo riposizionato sul modello
Pantografo riposizionato sul modello

Qui sotto un contributo video che mostra il funzionamento del nuovo pantografo.

Una Aln668 con il trucco

Ma a voi piacciono i modelli di automotrici con grossi motori in bella vista?
A noi no… e per questo motivo il pur bel modello dell’Aln668 HRR è per noi inaccettabile sul plastico.
Decidiamo quindi di operare una modifica decisamente invasiva!

Questo è la soluzione di fabbrica (peraltro ereditata dalla vecchia produzione) che proprio non ci soddisfa. Si notano le dimensioni che occupano quasi la metà del vestibolo. A questo punto decidiamo di motorizzare l’unità folle della confezione.

Motore Aln668 originale
Motore Aln668 originale

E questa è la soluzione percorribile. Un carrello motore Tenshodo di uguale passo con cerchi di esatto diametro. Si potrebbe pensare che tale soluzione offra scarsa potenza, ma considerando che l’automotrice svolgerà servizio isolata non siamo troppo preoccupati.

Carrello motore Tenshodo
Carrello motore Tenshodo

Per permettere il funzionamento in digitale del carrello è necessario primariamente sezionare il contatto fra le lamelle prendi-corrente e le spazzole.

Carrello motore Tenshodo
Carrello motore Tenshodo

Dopo aver sezionato le lamelle saldiamo i file che da queste e dalle spazzole del motore andranno al connettore del decoder.

Carrello motore Tenshodo
Carrello motore Tenshodo

Per poter fissare il carrello al telaio è necessario rimuovere tutti gli ingombri. Con fresa e dischi abrasivi spianiamo la parte inferiore del telaio.

Telaio Aln668 modificato
Telaio Aln668 modificato

Il carrello deve essere distanziato dal supporto del telaio. Pertanto stampiamo un supporto e una boccola per poterlo fissare tramite la vite a corredo.

Dettaglio boccola di fissaggio
Dettaglio boccola di fissaggio

Fissiamo quindi il carrello motore interponendo una rondella e una molla di compensazione. Eseguiamo i test di funzionamento in linea. Tutto sembra andare bene anche senza zavorra.

Motore fissato al telaio
Motore fissato al telaio

Adeguiamo il carrello folle per poterlo fissare al carrello motore. Eliminiamo tutto quello che c’è all’interno e fresiamo i bordi interni laddove serve.

Modifica carrello
Modifica carrello

Fissiamo il carrello fresato al carrello motore con delle microviti.

Modifica carrello
Modifica carrello

L’impianto elettrico è tutto da fare. Ci procuriamo una scheda luci Almrose e approntiamo una presa NEM a 8 poli che andiamo ad istallare nella ritirate del modello. Il decoder Sound ESU trova posto sotto l’imperiale e sopra la scheda luci, mentre l’altoparlante lo appoggiamo alla parete della cabina in verticale.

Impianto elettrico
Impianto elettrico

Già che ci siamo applichiamo qualche segno del tempo all’imperiale, weathering leggero con vernici e polveri MIG, un po’ di ruggine non guasta…

Verniciatura e stagionatura
Verniciatura e stagionatura

La nostra automotrice è pronte ad entrare in servizio, e con tutti i posti a sedere disponibili!

Modello terminato
Modello terminato

Questo è il video dell’intervento e delle prove in linea.

GR880 con sound, luci e gancio digitale

La GR880 Roco, nonostante qualche pecca è comunque un bel modello. Le sue ridotte dimensioni e gli spazi esigui all’interno della cassa non ci preoccupano. Perché dovrebbero? Perché abbiamo deciso di dotarla di sound, di fanali anteriori illuminati e di gancio digitale. Vediamo dunque l’elaborazione del modello.

Smontiamo il modello e separiamo il telaio dalla cassa e l’imperiale da quest’ultima. Il decoder da installare e un ESU Loksound micro V4.0 a 6 poli, che troverà alloggiamento sotto l’imperiale.

Smontaggio modello
Smontaggio modello

Il piccolo altoparlante si incastra perfettamente all’interno della carboniera, con una piccola modifica all’imperiale per permettere il suo reinserimento, una svasatura non visibile a lavoro ultimato in corrispondenza del magnete dell’altoparlante.

Alloggiamento altoparlante
Alloggiamento altoparlante

Posizioniamo il decoder e nascondiamo i file nello spazio residuo della carboniera della GR880. I collegamenti verso il motore, le lamelle di contatto e i fanali scorreranno poco sotto la pavimentazione della cabina previa fresatura del telaio.

Collegamento decoder
Collegamento decoder

Saldiamo quindi i fili di alimentazione e di captazione.

Alimentazione motore
Alimentazione motore

Inseriamo dei microled all’interno dei fanali anteriori e saldiamo i sottili fili in rame smaltato al decoder.

Fanali anteriori
Fanali anteriori

Inseriamo il gancio digitale Krois nel portagancio (modificato per allineare le altezze) e portiamo i fili di alimentazione al decoder.

Gancio digitale Krois
Gancio digitale Krois

Questo è l’elaborazione finale. Siamo riusciti a posizionare tutto in maniera pressoché invisibile. Ora si va al test.

Elaborazione terminata
Elaborazione terminata

Questo è il video del test

Questo invece è il video della composizione di un treno storico possibile grazie alla elaborazione effettuata.

Elaborazione di un ETR234 Lima

Ci sono alcuni oggetti che colpiscono la fantasia e rimangono indelebilmente impressi nelle nostre menti. Uno di questi è sempre stato l‘ETR 220 e sue derivazioni. Qualche tempo fa un amico modellista ha voluto privare la sua collezione di quello che secondo noi rimane tutt’oggi, pregi e difetti, uno splendido modello. l’ETR 234 Lima Collection. Non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione ed abbiamo deciso di acquistarlo.
Tralasciando i pregi, ci siamo però concentrati sui difetti, il principale dei quali è la motorizzazione voluminosa, rumorosa ed ingombrante.
L’idea è sostituire il generosissimo motore a 3 poli con due motori decisamente più piccoli, in modo da contenere l’ingombro sotto la linea dei finestrini della vettura motrice, nonchè poter allestire un minimo di arredamento interno. La scelta è caduta su di un motore Mashima a 5 poli che aziona il castello motore per mezzo di un nuovo albero cardanico telescopico, entrambi reperiti in Francia. La scelta di avere due motori alla fine si dimostrerà vincente

Nuova motorizzazione Mashima
Nuova motorizzazione Mashima

Per ospitare i nuovi motori si rende necessario fresare il telaio della carrozza motrice. Per questa operazione ci avvaliamo di una fresatrice a controllo numerico, ricavando gli spazi sia per la motorizzazione che per i decoder di trazione.

Telaio fresato
Telaio fresato

Come accennato i 2 motori saranno pilotati da due decoder configurati in consist. Per permettere la connessione in maniera rapida ed efficiente realizziamo un PCB con prese NEM e cavallotti che ci consentiranno di configurare le variabili dei decoder in maniera indipendente senza rimuovere gli stessi.

Doppia presa NEM
Doppia presa NEM

Avvitiamo i motori al telaio grazie alle flange autocostruite in ottone ed installiamo i due decoder. La configurazione degli stessi avviene in momenti separati, grazie ai cavallotti che ci permettono di alimentare gli stessi singolarmente. L’indirizzo primario del convoglio sarà il 12, configurato sul decoder n°1, mentre l’altro decoder ricevera l’indirizzo 13. A questo punto non rimane che configurare il consist di questo sull’indirizzo 12 ed il gioco è fatto. La motorizzazione funziona perfettamente e risponde ai comandi della centrale in maniera impeccabile. inoltre i decoder rimangono al di sotto del piano di calpestio.

Fissaggio motori
Fissaggio motori

A questo punto rimediamo anche ad un altro dei difetti del modello, l’illuminazione dei fanali, realizzata all’epoca della commercializzazione con semplici lampadine. Costruiamo un PCB ad hoc per ospitare 2 coppie di led smd bianco caldo e rosso, più un led per il terzo faro.

PCB fanali
PCB fanali

Installiamo a bordo una scheda luci Almrose che provvederà alla illuminazione interna della unità, nonché alla illuminazione dei fari secondo il senso di marcia. Una ulteriore uscita della scheda la utilizziamo invece per accendere il terzo faro, indipendentemente dagli altri due. Il firmware della scheda ci permetterà poi, agendo sulle giuste CV, di rendere il terzo faro sensibile alla direzione di marcia, spegnendolo in ogni caso quando l’unità circolerà in coda. Come si può notare i decoder sono nascosti sotto il piano di calpestio ed è stato possibile riprodurre l’arredamento interno nella zona prima occupata dalla motorizzazione.

Scheda luci
Scheda luci

La configurazione bloccata del convoglio ci fa venire in mente che una condotta bipolare passante per il DCC potrebbe essere molto vantaggiosa per distribuire corrente e segnale lungo tutto il convoglio, garantendo una captazione elettrica del tutto eccezionale. Installiamo quindi una spina a 3 poli, di cui solo gli estremi saranno utilizzati, direttamente sul gancio standard.

Spina condotta passante
Spina condotta passante

Eseguiamo un test completo dei circuiti prima di rimontare l’unità. Come si nota dall’immagine i fari sono commutabili ed il terzo faro è indipendente.

Test dei fari
Test dei fari

Terminato il lavoro sulla unità motrice, passiamo alla unità seguente. Qui installiamo la scheda luci che diventa automaticamente condotta passante alla quale colleghiamo i fili provenienti dalle spine.

Scheda luci carrozza 2
Scheda luci carrozza 2

Installiamo sulla unità una spina passo 2 alla quale sarà collegato il cavetto. La posizione delle spine, nelle sedi ricavate nei finti mantici lascia l’articolazione del carrello Jacobs libera di muoversi.

Presa condotta passante
Presa condotta passante

Applichiamo le lamelle captatrici in tutte le unità che ne sono sprovviste. Le lamelle saranno collegate alla condotta passante.

Lamelle prendicorrente
Lamelle prendicorrente

Applichiamo quindi una scheda luci alla unità n° 3, esattamente come fatto per la unità precedente. Alla scheda luci saldiamo i cavetti con le prese che si inseriranno nelle spine delle unità adiacenti.

Scheda luci carrozza 3
Scheda luci carrozza 3

Nella ultima unità installiamo, come nelle altre, la scheda luci, ma anche il PCB con i led per i fari di testa, esattamente identico a quello installato sulla unità motrice. Agendo sull CV della scheda riusciamo a far accendere i fari in modalità invertita rispetto alla unità di testa.

Scheda luci carrozza 4
Scheda luci carrozza 4

Nella immagine si può notare il particolare collegamento fra le unità non motorizzate. Il tutto rimane perfettamente occultato quando le unità sono posizionate sopra i carrelli Jacobs.

Dettaglio condotta passante
Dettaglio condotta passante

Modifichiamo poi le tendine, aprendo quanto più possibile le luci per permettere la visibilità dell’interno del convoglio. L’operazione è abbastanza agevole con un cutter affilato

Apertura tendine
Apertura tendine

In questa immagine si può notare come i motori siano quasi invisibili dall’esterno, sia perché al di sotto della linea della finestratura, sia perché parzialmente occultati dalle tendine. Un compromesso esteticamente molto più soddisfacente della soluzione di origine.

Carrozza 1 e suo interno
Carrozza 1 e suo interno

Già che ci siamo realizziamo alcuni particolari in fotoincisione. I predellini così fatti sono molto più snelli ed eleganti di quelli originali in plastica.

Predellini in fotoincisione
Predellini in fotoincisione

Non rimane che provare il convoglio sul circuito. Il funzionamento risulta essere ottimo sia in spinta che in trazione, la captazione della corrente è formidabile, la rumorosità quasi del tutto scomparsa anche a velocità elevate, come scomparso del tutto è il rollio della unità motrice anche a bassi regimi e sullo spunto inerziale. Eccezionale la trazione con due motori, pur essendo il convoglio privo di anelli di aderenza.
In complesso a nostro giudizio una ottima elaborazione che valorizza ancora di più un modello storico.

Prova convoglio
Prova convoglio