Se ne è parlato e se ne parla spesso… Quando si decide di allestire un plastico il tracciato “ovale” sembra essere una scelta non più al passo con i tempi: vedere il treno che rincorre la sua coda non è il massimo del realismo e tutto lo spazio nel mezzo dell’ovale va riempito con un improbabile paesaggio. Quando si ha poco spazio alle volte si sceglie di creare una doppia visuale, cioè dividere l’ovale in due tramite uno sfondo ed avere due mini-plastici affiancati.
Se invece si ha spazio in lunghezza, grazie ad elicoidali, si può salire e scendere di livello, allestire fasci di binari nascosti per il ricovero dei convogli, creare movimentazioni realistiche… e invece una soluzione non esclude l’altra!
Sono lieto di presentarvi l’ovale 2.0, il progetto di Giuseppe, in arte “Artqdp”, “tristemente” famoso (e quando dico tristemente penso alle lacrime dei fermodellisti di fronte ai suoi capolavori) grazie alle sue capacità espressive e anche per essere protagonista con il suo plastico “Boscoscuro” sulle pagine del numero 100 ( e dico cento) di TuttoTreno Modellismo. (P.S. Giuseppe ha pascolato sapientemente nel campo del modellismo statico che, secondo il mio parere, dovrebbe essere una preparazione “propedeutica”, anzi una attestazione inderogabile senza la quale non conviene affacciarsi al mondo del fermodellismo… qui lo dico e me ne assumo la responsabilità:).
Orbene, dopo le fatiche del succitato plastico, non ancora pago, il “nostro” ha tirato fuori dal cilindro questa evoluzione della quale descrivo i vantaggi, lasciando a voi lettori l’individuazione di eventuali, minimi e irrilevanti (n.d.r.) svantaggi.
Intanto qui di seguito alcune schede progettuali:



Analizzando il tutto questi sono, a mio parere, i vantaggi più evidenti:
- Il plastico è più o meno tutto allo stesso livello, il che semplifica e non poco la marcia dei treni, favorendo anche composizioni lunghe grazie all’assenza di rampe.
- L’assenza di elicoidali fa guadagnare in lunghezza almeno 1 metro.
- La doppia visuale crea due contesti facilmente armonizzabili e credibili.
- L’esigua larghezza dei moduli facilita la costruzione e i successivi interventi di manutenzione.
- Allo stesso modo l’ispezione delle parti nascoste evita scomode posizioni, essendo sullo stesso piano delle parti a vista.
- I binari di ricovero nascosti hanno lunghezze adeguate.
- Lo sviluppo del tracciato permette circolazioni coerenti e realistiche.
- Citando l’autore del progetto “l’effetto gestaltico” è assicurato dalle due sezioni lievemente curve che si affacciano.
Questa è in sintesi la mia valutazione, ovvero come trasformare un concetto di altra epoca in una visione “futurista”, funzionale e, per certi versi, di grande ispirazione.
Attendo di vedere gli sviluppi, certo che la movimentazione sarà delegata ad adeguato software e hardware, per i quali, mi sbilancio, offro la mia collaborazione.
Quindi “Senato” (come è diventata abitudine in un recente contesto televisivo appellarsi al pubblico, e decisamente termine “azzeccato” nel caso del fermodellismo nostrano) prendete nota, ispiratevi e date il vostro voto.
Giulio Barberini










