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Le rocce, come fare

Abbiamo spesso parlato della realizzazione dei rilievi e dei costoni rocciosi, ma non abbiamo mai approfondito il tema della lavorazione di questi ultimi.

Le tecniche utilizzate sono svariate; noi fin dall’inizio abbiamo optato per polistirolo rivestito con scagliola. La scelta è presto spiegata. Il polistirolo si scolpisce con facilità, sia con archetto elettrico che con taglierino, la scagliola è un fondo ideale per la successiva colorazione, è moderatamente elastica, dura nel tempo (vedi affreschi).

Ma come iniziare?
Come sempre dall’osservazione del reale, da foto prese in loco o trovate sul web, cercando di capire la morfologia e la tipologia della formazione rocciosa e partendo dalla classica catalogazione geologica: magmatiche, sedimentarie, metamorfiche.

Nella nostra installazione le rocce sono in gran parte state rappresentate come sedimentarie e stratificate, di colore chiaro e poste solo dove necessario, volendo riprodurre un paesaggio collinare. Il procedimento è semplice nell’attuazione, si prende un blocco di polistirolo e si scolpisce cercando di imitare il più possibile l’immagine scelta come riferimento.
Dovendo rivestire il tutto con scagliola la scolpitura dovrà essere più profonda e accentuata.

Scolpitura del polistirolo
Scolpitura del polistirolo

Con il nostro supporto pronto, prepariamo l’impasto facendo uso di una terrina in gomma, di un irrigatore e di spatola.
Consigliamo l’uso di una terrina per scultori in gomma, facile da ripulire anche se la scagliola si indurisce, essendo deformabile. Le spatole da utilizzare sono quelle tipiche della pittura ad olio, di varie forme e dimensioni.
L’impasto dovrà avere una consistenza molto morbida, in modo da poter facilmente essere spalmato nelle fessure del polistirolo. Consigliamo di utilizzare mezzo bicchiere di scagliola per sessione, in quanto questa tende ad indurire molto rapidamente.

Preparazione scagliola
Preparazione scagliola

Utilizzando una spatola triangolare spalmiamo la scagliola avendo cura di coprire superfici e fessure con uno strato di almeno 1 mm. Eventuale materiale in eccesso può essere tolto successivamente.

Applicazione scagliola
Applicazione scagliola

La scagliola applicata sulle parti piane può essere levigata usando le dita, previamente inumidite.

Modellazione scagliola
Modellazione scagliola

Per riempire gli interstizi più difficili è conveniente usare un pennello e applicare uno strato di scagliola molto fluido.

Modellazione scagliola
Modellazione scagliola

Terminata l’applicazione è necessario attendere le successive 24 ore. Ad essiccazione avvenuta la scagliola in eccesso può essere rimossa con carta abrasiva. Uno scovino da dentisti è utile per evidenziare le fessure e crearne laddove servono.

Scolpitura finale
Scolpitura finale

Si passa ora alla colorazione. Il primo passo è l’evidenziazione dell fessure che si effettua con grigio scuro molto diluito, lasciando che il colore penetri i solchi per capillarità, poi si applica il colore di sfondo più scuro, nel nostro caso un grigio chiaro.

Verniciatura delle rocce - scurimento
Verniciatura delle rocce – scurimento

Si passa successivamente alla lumeggiatura con bianco acrilico applicato con pennello asciutto.

Verniciatura delle rocce - lumeggiatura
Verniciatura delle rocce – lumeggiatura

Si applicano poi gli altri colori. Per la tipologia di roccia che vogliamo riprodurre il giallo ocra, il blu cobalto, l’arancione intenso (in alcuni punti specifici), cercando di rappresentare le zone dove sono presenti venature. La parte del costone che sarà ricoperta di vegetazione viene colorata con sabbia scuro.

Stonalizzazione ed effetti di colore
Stonalizzazione ed effetti di colore

Applichiamo vero terriccio fine sterilizzato.

Applicazione del terriccio
Applicazione del terriccio

La vegetazione sarà composta da frammenti di tappeti Polak (wild bushes in flower), fibre Noch da 12 mm ad imitazione dell’erba alta, fibre più corte di vario colore, turf verde, rametti di teloxis.

Vegetazione
Vegetazione

Questo è il modello completato pronto per essere posizionato sul plastico.

Il modello terminato
Il modello terminato
Il modello terminato
Il modello terminato

Magnorail… e anche la più piccola auto si muove

La nostra aspirazione, a lavori terminati, è che ogni angolo del plastico possa avere qualcosa in movimento. Abbiamo lasciato, dove possibile, il maggior numero di binari in vista, cercando, per quanto possibile, di rispettare l’armonia del tutto ed evitare irrealistici affollamenti. La parte centrale del plastico offre una visuale dove i convogli transitano con ritmi cadenzati. Con transiti in stazione e lungo le linee di parata, con manovre e fermate in stazione, l’orario propone sempre un po’ di movimento e lo spettatore non rischia di annoiarsi. Il problema riguarda più l’area degli elicoidali, ovviamente nascosti. Per l’elicoidale di sinistra il movimento è assicurato dalla diramazione della linea secondaria; qualche transito e un P.L. che si aziona conseguentemente. Sopra l’elicoidale destro un semplice, anche se accurato paesaggio non ci soddisfa e altri binari non è proprio il caso di metterne.

Ed ecco che i Francesi ci vengono in aiuto. Ci imbattiamo in questo (relativamente) nuovo sistema, alternativo al Faller Car System, denominato Magnorail che permette il realistico movimento di mezzi su gomma, anche quelli più piccoli. In estrema sintesi si tratta di una “catena” che scorre all’interno di una apposita e flessibile sede trainata da uno o più motori. La catena può ospitare magneti cubici. Il tutto viene coperto dalla riproduzione della strada. I mezzi sono dotati di magneti cilindrici. L’accoppiamento (a distanza nella nostra interpretazione) fra i magneti rende solidale il mezzo con la catena e ne permette lo spostamento lungo il tragitto disegnato. Il tragitto è tipicamente un punto/punto ai cui capi una corona di ridotte dimensioni permette al veicolo di impegnare la strada in senso inverso.

Ovviamente la velocità e la distanza fra i veicoli è fissa e i mezzi circolanti non possono singolarmente fermarsi, a differenza del sistema Faller. Di questo a noi non piace soprattutto il fatto che i mezzi partono e si arrestano di colpo ( a meno che non si implementi un difficile e complesso controllo via infrarossi), inoltre il fatto di dover mettere in carica i singoli mezzi è decisamente scomodo. Da ultimo, mezzi più piccoli di un furgone non sono motorizzabili.

Nel nostro caso abbiamo optato per far circolare 3 autoveicoli: Un Ape Piaggio 50, una Fiat 500 di prima generazione e un furgone ad uso Navetta. Quale è la logica della scelta? In prima istanza le ridottissime dimensioni dei primi due, in seconda istanza perché intendiamo movimentare la scena con la fermata della navetta e la sua ripartenza dopo un immaginario carico e scarico passeggeri. Quando? quando gli altri due mezzi sono nascosti nelle gallerie terminali che ospitano i loop di ritorno e cambio corsia.

Veniamo ora ai dettagli realizzativi. Il circuito occuperà buona parte dello spazio disponibile sopra l’elicoidale. Per prima cosa realizziamo il supporto in forex da 5 mm. Questo ci servirà per ospitare il sistema Magnorail e anche parte del paesaggio, ivi compresa la riproduzione parziale del borgo medioevale di Antria (a pochi chilometri da qui) .
Prima che vi sorgano domande il sistema in oggetto è disponibile presso il produttore. Noi abbiamo pensato bene di farcelo in casa ed adattarlo alle nostre esigenze. I pezzi sono ispirati a quelli di produzione, disegnati al CAD e stampati 3D.
Lungo lavoro è stato unire le maglie della catena, rese solidali e mobili con perni in plastica. Ricordiamo che ogni maglia può ospitare un magnete cubico al neodimio (si infila a pressione) e che per ogni veicolo sono necessari due magneti (con distanza direttamente proporzionale alle dimensioni dello stesso) sulla catena e due magneti cilindrici sul fondo del veicolo.

Magnorail, assemblaggio del circuito
Magnorail, assemblaggio del circuito

Come si può vedere dall’immagine qui sopra le guide della catena sono avvitate alla struttura. in corrispondenza delle parti terminali sono stati piazzati i motori di trascinamento (in prima istanza un solo motore, in seguito è stato necessario aggiungerne un altro) e le corone di inversione. Il percorso si snoda fra due gallerie a diversi livelli.

Per poter azionare le due ruote gommate che trascinano la catena abbiamo bisogno di un motoriduttore. La nostra scelta ricade su un attuatore a 12 Vdc, 62rpm. L’asse di questo si inserisce nella prima ruota gommata. Questa, tramite un ingranaggio solidale e sottostante aziona la sua reciproca. La catena viene così trainata su entrambi i lati.

Motoriduttore
Motoriduttore

La velocità ottenuta non è elevatissima. In ogni caso, se non la ritenessimo adeguata è sempre possibile sostituire i motoriduttori.

Installiamo il primo motoriduttore e la sua scatola di trasmissione. L’eventuale manutenzione o sostituzione sarà possibile agendo sulle viti che lo rendono solidale con la scatola ingranaggi. verificato che un solo attuatore non è sufficiente, provvediamo ad installarne un altro in corrispondenza del secondo anello di ritorno. Entrambi sono nascosti nelle gallerie.

Installazione motoriduttori
Installazione motoriduttori

I due motoriduttori saranno gestiti come due motrici e pertanto controllabili dal nostro sistema DCC. Utilizzando due schede di conversione da analogico a digitale destinate ad un rotabile sprovvisto, installiamo due decoder ESU che piloteranno gli attuatori.

Alloggiamento decoder DCC
Alloggiamento decoder DCC

Inizializziamo i decoder assegnano in#CV1 gli indirizzi 31 e 32, in #CV19 l’indirizzo 32 (consist), poi aggiustiamo #CV5 e #CV6 (massima e media velocità) per equiparare gli rpm dei due motori. I due selettori raffigurati qui sotto ci permettono di agire singolarmente sulla configurazione dei decoder.

Deviatori per la programmazione dei decoder
Deviatori per la programmazione dei decoder

Dobbiamo a questo punto determinare un punto di arresto. Per la rilevazione della posizione della catena inseriamo un sensore di Hall che sarà attivato da una coppia di magneti posti a debita distanza(diversa e maggiore di quella dei magneti di ogni veicolo circolante).

Punto di rilevazione con magnete di Hall
Punto di rilevazione con magnete di Hall

Il sensore sarà collegato ad un circuito di rilevazione Loconet, per il quale ci avvaliamo del progetto (utilizzabile a fini non commerciali) pubblicato da DCCWorld. Modifichiamo lo schema per le nostre esigenze e lo proviamo con il nostro breadboard, verificandone il puntuale funzionamento.

circuito di prova
circuito di prova

Qui sotto il PCB che faremo realizzare da un service. Il circuito comunicherà alla centrale il passaggio dei magneti. Il software Traincontroller, tramite macro, verificherà la distanza fra due attivazioni (i due magneti descritti sopra). Se questa sarà maggiore della distanza di tutte le altre coppie di magneti, quelle che trascinano i veicoli, fermerà dolcemente i motoriduttori. Il nostro furgone navetta si arresterà nel punto prescelto, mentre gli altri due mezzi saranno nascosti in galleria.

Rilevatore di posizione Loconet
Rilevatore di posizione Loconet

Predisponiamo ora la sede stradale. Utilizziamo polistirolo ad alta densità livellato con taglierino e carta abrasiva, che ci permette di avere una schiena d’asino realistica.

Predisposizione sede stradale
Predisposizione sede stradale

Prima di procedere con la pavimentazione realizziamo con il forex da 3mm il muro di sostegno della futura piazzetta del borgo.

Muro di sostegno
Muro di sostegno

Applichiamo ora alla sede un rivestimento in celluloide trasparente. Questa sarà a contatto con la parte superiore della catena, rendendo più agile lo scorrimento della stessa. I magneti sulla catena, infatti, saranno attratti da quelli sui veicoli. Mentre quest’ultimi non toccheranno la sede stradale, i primi scivoleranno sulla parte inferiore dei fogli trasparenti. Per l’applicazione utilizziamo nastro biadesivo 3M ad alta aderenza.

Applicazione dei fogli di celluloide
Applicazione dei fogli di celluloide

Applichiamo ora l’imitazione della pavimentazione. Disegniamo un pavè e lo stampiamo su carta tipo Fabriano da 200gr. Posizioniamo i vari pezzi utilizzando il medesimo nastro biadesivo. Il pavè terminerà in corrispondenza dell’ingresso principale del borgo medioevale. Da lì la pavimentazione sara in asfalto, realizzato con la stessa modalità.

Pavimentazione in cartoncino
Pavimentazione in cartoncino

Sagomiamo quindi un marciapiede e lo inseriamo fra il muro e la pavimentazione. Applichiamo tombini dove servono.

Marciapiede
Marciapiede

Installiamo i supporti che sosterranno il modulo. Questo sarà amovibile per l’ispezione dell’elicoidale.

Magnorail, posizionamento del pannello
Magnorail, posizionamento del pannello

In questo video una prova di funzionamento, ancora senza la fermata prevista, ma con parte del paesaggio realizzato che descriveremo nello stato avanzamento lavori di aprile.

Una stazione di servizio – Finitura e presentazione

È arrivato il momento di assemblare il tutto.  Prepariamo una cornice in legno per dare rigidità al pannello di forex da 3 mm. Dopo una leggera carteggiatura verniciamo in grigio con l’aerografo, posizioniamo i vari tombini e i salvagente, quindi tutti i vari pezzi.

Base distributore
Base distributore

Posizioniamo tutti i pezzi precedentemente realizzati, colleghiamo in parallello tutte le alimentazioni, posizioniamo  personaggi Preiser e automobili Rietze. In questa immagine si possono apprezzare alcuni altri dettagli, quali fioriere (stampa3D), tabella dei prezzi del carburante “servito” e il box del naspo piazzato sotto la sua insegna.

Vista lato destro
Vista lato destro

In questa immagine si possono notare ancora altri dettagli: la colonnina dei rifiuti all’ingresso del casotto, la colonnina dell’aria compressa (a pagamento nel migliore stile Q8) dotata di tubo spiralato, il secchio, la torretta segnapasso all’inizio del salvagente. Questa è ricavata da un tubo di plastica trasparente, un pezzo di termo-restringente come base e un cappello in acciaio, un altro acquisto cinese, forse decorazione per abiti.

Vista lato sinistro
Vista lato sinistro

Qui invece notiamo il display acceso, le pistole ridimensionate, il dispenser della carta sul pilastro, l’interno del casotto con la scaffalatura e l’estintore ricavato da un profilato in plastica al quale abbiamo applicato un tergicristallo in fotoincisione (aggiuntivo per locomotore) tagliato a misura e saldato con un cavetto ad imitazione del tubo.

Vista frontale
Vista frontale

Questa è la vista a volo d’uccello, in attesa di piazzare la stazione di servizio sul plastico. Sullo sfondo un altro dettaglio, la cassetta degli allacci elettrici.

Vista a volo d'uccello
Vista a volo d’uccello

Una stazione di servizio – Insegna e dettagli

Stampiamo con PLA traslucido i pezzi dell’insegna, quindi saldiamo due led smd su un pezzo di basetta. La trasparenza dei pezzi dovrebbe garantire la giusta diffusione.

Corpo luce insegna
Corpo luce insegna

E in effetti il pezzo si illumina quasi uniformemente.

Corpo luce insegna
Corpo luce insegna

Stampiamo su acetato le grafiche che andiamo ad incollare sui pezzi.

Trasparenti logo
Trasparenti logo

Allo stesso modo realizziamo il display dei prezzi.

Pannello prezzi
Pannello prezzi

Questa è l’insegna finita e illuminata, l’effetto è buono, anche se migliorabile… magari la prossima volta.

Insegna completa
Insegna completa

Descriviamo qui alcuni dei dettagli realizzati con varie tecniche.
Queste sono le colonnine rifiuti ricavate da tubo di ottone forato e chiuso con fazzoletto in alpacca.

Cestini rifiuti
Cestini rifiuti
Cestini rifiuti
Cestini rifiuti

I dispenser della carta sono ricavati da profilato in plastica, la carta e un pezzetto di alluminio per alimenti verniciato di bianco.

Porta salviette
Porta salviette

I cassonetti sono stampati in PLA ricavandone le misuro dal sito di uno dei tanti produttori. Successivamente verniciati ed etichettati.

Cassonetti differenziata
Cassonetti differenziata
Cassonetti differenziata
Cassonetti differenziata

Il box per il naspo antincendio e stampato in PLA, Dopo la verniciatura applichiamo un fazzoletto di acetato sul quale incolliamo la griglia. All’interno inseriamo un dischetto ad imitazione del rocchetto del naspo.

Box naspo
Box naspo

La vela pubblicitaria è stampata su carta A4. A questa incolliamo uno spezzone di acciaio ramato da 0,4 mm verniciato in blu. Quindi ritagliamo la vela. La base è ricavata da un accessorio, del quale ignoriamo il reale uso,  acquistato in un negozio “cinese”.

Vela Q8
Vela Q8

Una stazione di servizio – La pensilina e le pompe carburante

Creiamo la parte inferiore della pensilina con plasticard da 2 mm, incidendo un lato con un punteruolo ad imitazione delle doghe metalliche, quindi pratichiamo i fori per le plafoniere e i fori passanti per i pilastri di sostegno. Incolliamo quindi i cornicioni e i fazzoletti di rinforzo.

Pensilina
Pensilina

Utilizziamo PCB di risulta per creare l’illuminazione a led. In questo caso led warm bianchi. I pcb hanno già la resistenza di carico.

Pensilina
Pensilina

Realizziamo i pilastri con tubulare quadrato di ottone da 5 mm, al quale saldiamo la staffa che servirà per il fissaggio della pensilina.

Pali di sostegno della pensilina
Pali di sostegno della pensilina

Incolliamo quindi i pilastri e facciamo passare i cavi di alimentazione delle plafoniere all’interno.

Plafoniere led
Plafoniere led

La copertura della pensilina è realizzata in due pezzi in stampa 3D.

Tetto pensilina
Tetto pensilina

Sempre in stampa 3D sono i loghi su quali è incollata la vela in comune carta.

Logo pensilina
Logo pensilina

Le pompe carburante sono stampate in due pezzi.

Stampa gruppi pompe
Stampa gruppi pompe

Scegliamo un colore cromo che applichiamo con aerografo.

Verniciatura corpi pompe
Verniciatura corpi pompe

Logo e particolari sono stampati su carta decal trasparente.

Decals corpi pompe
Decals corpi pompe

Questo è il dettaglio del pezzo finito. Dalla foto ingrandita notiamo la sproporzione delle pistole che andiamo a sostituire con pezzi più fini (vedi avanti). Il display è stampato su acetato. All’interno inseriamo un microled.

Pompe pronte per l'installazione
Pompe pronte per l’installazione

Una stazione di servizio – Il casotto

Il progetto prevede la realizzazione di un casotto, una pensilina a copertura di due gruppi pompe e cassa automatica, un salvagente con insegna. Il tutto deve essere contenuto in 250×200 mm.

Rendering distributore
Rendering distributore

Iniziamo con sagomare le pareti del casotto, stampando i prospetti del file CAD in 3D, fissando il disegno sulla lastra e intagliando lungo il perimetro con il cutter. Prima del taglio rendiamo leggermente ruvido il forex con carta abrasiva.

Pezzi del casotto
Pezzi del casotto

Assembliamo le pareti, incolliamo il sottotetto, il cornicione, le falde sulle quali applichiamo profili a “U” in plasticard, ad imitazione di un tetto in lamiera profilata.

Casotto assemblato
Casotto assemblato

Passiamo quindi alla verniciatura con aerografo. Il brand individuato prevede uno schema a due colori, un giallo pallido e un blu profondo. Dopo la verniciatura incolliamo il logo stampato su normale carta.

Verniciatura del casotto
Verniciatura del casotto

Prima di fissare il casotto sulla sua base inseriamo all’interno la riproduzione dell’arredamento e l’imitazione del pavimento in piastrelle. Anche questi particolari sono stampanti su normale carta A4, ritagliati ed incollati in sede.

Pareti interne e pavimento del casotto
Pareti interne e pavimento del casotto

Terminiamo questa fase di lavoro applicando gli infissi, realizzati in stampa 3D e acetato, inserendo l’illuminazione interna e incollando il casotto sulla sua base.

Applicazione infissi
Applicazione infissi

Una stazione di servizio

Il progetto era stato già abbozzato tempo fa. Interrompiamo i lavori di completamento del paesaggio sul plastico, anche per cambiare attività e diamo inizio alla costruzione della stazione di servizio, inspirandoci a immagini tratte dal web. Lo spazio per l’installazione non è molto e ci teniamo dentro dimensioni minimali. La tecnica di costruzione è la solita: forex da 3mm, plasticard di vario spessore e qualche pezzo in stampa 3D.
Qui sotto trovate l’elenco delle varie fasi di costruzione.


Applicazione infissi 1) Il casotto
Logo pensilina 2) La pensilina e le pompe carburante
Cassonetti differenziata 3) Insegna e dettagli
Vista a volo d'uccello 4) Finitura e presentazione

Cartelli di stazione

In epoca VI la cartellonistica e la segnaletica nelle stazioni è quanto mai abbondante. Non possiamo esimerci neanche noi e mettiamo in regola S.Anna.

Prendiamo spunto dal cartello qui a lato, una delle ultime versioni presenti sulla rete ferroviaria italiana. Il cartello è di facile realizzazione. Dalla foto ricaviamo le misure, grazie alla rotaia crediamo di essere stati abbastanza precisi.

Cartello di riferimento
Cartello di riferimento

Il cartello in scala H0 misura 26 x 5,2 mm, i pali di sostegno, a sezione quadra 1,5 mm per una altezza di 20 mm. Prepariamo quindi un file grafico in cui inseriamo il nome della stazione e il cartello di divieto. Le immagini sono studiate per essere ritagliate e applicate ripiegandole sul supporto. Questo è un semplice tassello di plasticard da 1,5 mm di pari dimensioni.
Stampiamo il file su carta adesiva e tagliamo il profilato di ottone con una lunghezza di 25 mm, in modo da poter inserire nelle asole.

Stampa delle grafiche
Stampa delle grafiche

Verniciamo i pali in color cromo, quindi passiamo ad applicare le immagini ritagliate con il cutter partendo dal bordo inferiore fino ad avvolgere tutto il tassello.

Applicazione grafiche sui corpi
Applicazione grafiche sui corpi

Fissiamo la carta adesiva nella parte inferiore del cartello con cianoacrilato distribuito con un spillo, quindi incolliamo i pali.

Assemblaggio
Assemblaggio

Questo è il cartello finito, più che soddisfacente considerando l’economia del tutto.
I file necessari per la stampa, cioè un file “photoshop” o un file jpg e il font per scrivere il nome della stazione sono disponibili qui .

Cartelli completati
Cartelli completati
Cartelli installati sul plastico
Cartelli installati sul plastico

Un ponte addossato

È arrivato il momento di terminare la linea che sovrasta la stazione. Dopo l’ampia curva con raggio minore pari a 1000 mm e raggio maggiore pari a 1700 mm che scavalca la radice destra della stazione, la linea prosegue per poco più di un metro prima di infilarsi in galleria.

La distanza fra il 4° binario e questo tratto di linea linea è ridotta, così immaginiamo un costone roccioso sul quale si appoggia un ponte in pietra ad arcate. Quindi mano al CAD per realizzare il modello.

Rendering del ponte
Rendering del ponte

Terminata la fase di studio e progettazione stampiamo la prima sezione.

Stampa prima sezione
Stampa prima sezione

Questo è il risultato dopo la verniciatura e il weathering. C’è da correggere la distanza fra le pietre del coronamento, poco male.

Prima sezione
Prima sezione

Stampiamo anche la seconda sezione del ponte, un po’ più lunga della prima.

Stampa seconda sezione
Stampa seconda sezione

Il ponte si appoggerà sulla sede del futuro binario, così, dopo i rilievi e le misurazioni, stampiamo su cartoncino la sagoma della sede, la fissiamo al multistrato da 6 mm e tagliamo il pezzo.

Sede del binario
Sede del binario

Incolliamo il ponte alla sede e proviamo se le nostre misure sono esatte. Fatte le verifiche del caso è giunto il momento di creare il profilo roccioso, per il quale ci ispiriamo a una foto reale, una morfologia un po’ complessa, ma diversa da quello che solitamente si vede riprodotto.

Prova di installazione
Prova di installazione

Riempiamo gli spazi con polistirolo ad alta densità che scolpiamo successivamente nella forma desiderata, quindi, come sempre,  copriamo il tutto con scagliola. Rifiniamo i particolari con lo scovolino da dentista e passiamo alla verniciatura.

Modellazione dei rilievi
Modellazione dei rilievi

Eseguiamo la verniciatura con colori acrilici, cercando di imitare quanto più possibile le tonalità della roccia in fotografia. Si inizia evidenziando le crepe e le insenature con un grigio scuro diluito, poi una mano di colore base ocra chiaro, quindi si scuriscono alcune parti con Blu misto a nero e verde, ocra e mattone. Quindi si lumeggia il tutto con bianco a secco.

Verniciatura rocce
Verniciatura rocce

Questo è il risultato finale evidenziato dallo sfondo nero. Lo vedremo nella sua collocazione naturale negli stati di avanzamento lavori di febbraio.

Opera completa
Opera completa

Portale e muri di contenimento

Proseguendo con i lavori della linea aerea si rende necessario realizzare il portale della radice sinistra della stazione per permettere l’ancoraggio della catenaria.

Partiamo come sempre dalla progettazione e realizziamo un disegno al CAD composto di diversi pezzi, non del tutto definitivo in quanto si vuole osservare come tutta l’opera si armonizzi con il resto del paesaggio

Rendering del portale
Rendering del portale

Diamo in pasto al nostro slicer Cura i vari fle stl generati con il cad. Per chi fosse interessato la stampa è realizzata con una Witbox, con wall di 0,4 mm, layer di 0,2 mm e densita 100%.

Slicer per stampa 3D
Slicer per stampa 3D

Del disegno stampiamo per ora solo le parti necessarie al proseguimento dell’installazione della linea aerea. Si stampano quindi le sezioni della canna, il portale e le sue cornici e due dei muri di contenimento.

Portale stampato
Portale stampato

Rivestiamo le pareti della canna con Redutex a mattoncino e iniziamo la verniciatura del pezzo passando una mano di grigio chiarissimo con l’aerografo. Successivamente coloriamo le fughe con un grigio molto scuro e molto diluito. La fase successiva e la colorazione delle singole pietre con bianco sporco e bianco ocra molto denso.

Verniciatura portale
Verniciatura portale

La canna viene sporcata internamente con aerografo e polveri scure. Terminata la verniciatura si passa al weathering con polveri grigie e terra, si applicano quindi  i dettagli e la parietaria sui muri di contenimento.

Stagionatura portale
Stagionatura portale


I particolari aggiuntivi constano due cassette elettriche in stampa 3d, in cavi elettrici che si allontanano all’interno della galleria, in un cavo di connessione e alimentazione del ripetitore GSM e in vari cartelli di avviso e prescrizione.

Dettagli del portale
Dettagli del portale

Installiamo quindi il modello al suo posto e iniziamo la costruzione del rilievo con polistirolo ad alta densità ricoperto di carta e vinavil. Il resto lo vedrete con il prossimo stato di avanzamento lavori.

Installazione sul plastico
Installazione sul plastico